Un funambolico rientro

Ricordiamo l’emozione di due anni fa nello scegliere di aprire una porta sconosciuta. Ricordiamo le vibrazioni che ci fecero ballare al pensiero di intraprendere un cammino dettato da sogni e utopia. La piacevole sensazione di scivolare dolcemente nella direzione giusta, di dondolare in equilibrio su un filo sospeso, di agire, di cambiare e correggersi, d’incontrarsi e scontrarsi con genti che non si sono ancora rassegnate alle evidenti ingiustizie. Cavalcare la buena onda, direbbero in Nicaragua. È così che siamo partiti: con tanta convinzione e determinazione.

Nicaragua, terra caratterizzata da laghi e vulcani, ti stimola, ti consiglia, ti indica nuovi percorsi della vita. Il vivere sobriamente entra a far parte dei gesti quotidiani. Scopri la facilità nel cambiare abitudini che sembravano ormai colonne portanti della tua vita. Scopri che le relazioni umane appaiono più connesse tra di loro … nascono e si modellano molto più facilmente, come orme lasciate sul bagnasciuga. Scopri il piacere di camminare senza dover per forza correre. Scopri l’importanza di osservare vincendo la tentazione di giudicare.

Eppure, questo paese troppo spesso t’investe di momenti in cui la rabbia prende il sopravvento. Questo forte sdegno che fai fatica a digerire. Non capisci o non vuoi crederci. Situazioni inspiegabili. Vite a cui viene strappata la dignità. Racconti e vissuti che scatenano in te un risentimento incontrollabile. Non ci puoi credere … non ci vuoi credere che sia tutto reale. E in fin dei conti non sai se veramente riesci a comprendere cosa significa vivere situazioni e condizioni simili. Cosa significa non avere le possibilità del voler o poter fare…

Per questo anche se pensi di essere solidale, vicina e sensibile ai popoli del “sud del mondo“… alla fine della storia resti ed appartieni comunque ad un altro mondo …. al “nord del mondo”. Questo pensiero ti tormenta mentre sei in Svizzera attaccata ad una macchina da dialisi, con un gruppo di medici che ti assiste 24 ore su 24. Infatti, dal momento in cui ti diagnosticano in Nicaragua la malattia, vieni riportata necessariamente in terra elvetica, affinché tu possa ricevere le migliori cure e attenzioni mediche. Dopo 5 giorni dalla diagnosi eri già a casa, dopo 3 settimane di ospedale avevano analizzato ogni piccola parte del tuo corpo, dopo 1 mese eri già diventata “un’affezionata” cliente delle case farmaceutiche svizzere. Il piccolo grande dettaglio che fa la differenza?…la croce bianca sul passaporto rosso rubino. Tutto questo per te donna svizzera, ma non per Doña Rafaela, Doña Maria o Doña Mimi, perché loro di fatto devono ancora fare i conti con logiche presenti e passate, interne ed esterne ad un paese sfruttato che continua ad avere ottimi medici ma non le disponibilità strutturali e strumentali necessarie per soddisfare la salute del popolo nicaraguense.

Il mondo è globalizzato ma diviso da confini strategici che disegnano predomini politici, economici e sociali. In questo momento della storia, la tua vita vale molto … vale molto di più di milioni di altri esseri umani … la nazionalità svizzera ti regala l’opportunità di provarci … di avere in tasca qualche possibilità in più … Questa triste e dolorosa gioia ti disorienta ma non ti piega … non c’è rassegnazione verso chi vuole che “il mondo sia fatto così”… siamo noi gli attori e le attrici del cambio del nostro futuro!

Nonostante il nostro ruolo di cooperante all’interno delle Associazioni venga interrotto, continuiamo a credere nella forza della collaborazione e interscambio tra Nord-Sud-Nord. Sperando di tornare presto a riprendere ciò che abbiamo lasciato forzatamente, ringraziamo tutti per il sostegno e l’appoggio sempre presenti!

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