Archivi categoria: Dal mondo

Banche, che bellezza!

28 febbraio 2012 versione stampabile
di Giuseppe De Marzo

Ah, quando si dice le banche. “Abbiamo una banca”, come un inno alla gioia dell’allora segretario DS ed attuale sindaco di Torino. Che meraviglia le banche. Poi in questi ultimi anni ne apprezziamo sempre di più il valore sociale, l’etica, l’irreprensibilità e il coraggio dei manager e, soprattutto, la lungimiranza.
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La Grande Recessione – Il mondo verso il disastro economico –

Mercoledì 22 Febbraio 2012 00:00 Green Report

Oggi in un articolo pubblicato su “Slate” e intitolato significativamente “The Great Recession, Part II”, il premio Nobel per l’economia Joseph Eugene Stiglitz non usa mezzi termini di fronte al marasma economico che scuote nuovamente le economie occidentali: «Il mondo potrebbe essere condotto ad un altro disastro economico se continuiamo ad ascoltare le ideologie del libero mercato» …

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Lettera aperta a Piero Fassino, sindaco di Torino: “lei sa che in Colombia…?”

Associazione nazionale Nuova Colombia
Torino, 21  gennaio 2012

L’Associazione nazionale Nuova Colombia, che da anni denuncia all’opinione pubblica italiana le sistematiche violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime oligarchico ai danni del popolo colombiano, e che si batte instancabilmente affinché si giunga ad una soluzione politica e pacifica del conflitto sociale e armato che insanguina la Colombia da oltre sessant’anni, apprendendo dagli organismi di stampa che lo scorso 14 gennaio Lei ha ricevuto il Vicepresidente della Colombia, Angelino Garzón, al Palazzo Civico di Torino, intende metterla a conoscenza di alcuni dati che evidentemente ignora.
Forse non sa che la Colombia è stata e continua ad essere il paese più pericoloso al mondo dove svolgere attività sindacale. Dopo solo un anno dall’insediamento di Juan Manuel Santos alla Presidenza della Repubblica (Agosto 2010), sono stati assassinati impunemente 28 sindacalisti, 36 difensori dei diritti umani e 18 dirigenti agrari; parimenti, non si contano le intimidazioni e le minacce subite dall’opposizione politica, sindacale e sociale al governo. Nei soli primi tre mesi dell’amministrazione Santos, secondo quanto denunciato anche dal Polo Democratico Alternativo, sono 50 gli oppositori politici trucidati dal terrorismo di Stato.

Golpes de Estado financieros

de Bernard Cassen
Los gobiernos europeos ya ni se toman el trabajo de ocultarlo: la única motivación de todas sus decisiones es darles garantías a los mercados financieros, con las agencias calificadoras en el papel de distribuidoras de puntos buenos y malos. Los mercados tienen su brazo armado: la “troica” Comisión Europea / Banco Central Europeo (BCE) / Fondo Monetario Internacional (FMI). Como vanguardia de una tropa de ocupación, asienta sus cuarteles en los ministerios de los países europeos “beneficiarios” de los planes de “rescate” para verificar el correcto cumplimiento de sus imposiciones.

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Vertice di Durban – Un accordo farsa che se ne frega del caos climatico

Giuseppe De Marzo su iIl Manifesto del 13 dicembre 2011

Un accordo farsa che fa carta straccia degli allarmi della scienza, della democrazia ed irride alle vittime del caos climatico. Impossibile definire diversamente quanto successo in Sudafrica, durante il vertice mondiale sul clima.

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Due pesi due misure

RICONOSCERE IL TERRORISMO DELLO STATO D’ISRAELE

di Paolo Barnard

 

 

 

 

 

Cari amici,
sono Paolo Barnard, giornalista di Report RAI 3. Il documento che allego in attachment si intitola “DUE PESI DUE MISURE: RICONOSCERE IL TERRORISMO DELLO STATO D’ISRAELE”. Si tratta di una cronologia che dimostra come il Terrorismo sia stato da sempre uno strumento proprio sia dei sionisti che dello Stato di Israele, e dunque non una prerogativa esclusivamente palestinese e/o islamica.
Come sapete, oggi la “narrativa” ufficiale sul Medioriente non riconosce questa verità storica, e solo ai palestinesi viene ufficialmente chiesto di fermare il Terrorismo. Noi tutti sappiamo quanto questo sia non solo ingiusto, ma anche controproducente per ogni speranza di pace. Non ci sarà pace senza verità.
Purtoppo però tanti di noi, dai giovani attivisti ai semplici cittadini di buon senso, non sono in grado di sostenere queste tesi con argomentazioni inoppugnabili o senza timore di essere accusati di faziosità o, peggio, di antisemitismo.
Il mio documento offre uno STRUMENTO accessibile a tutti per poter sostenere e divulgare senza timore di smentite ciò che sappiamo essere più vicino alla verità e soprattutto più utile alla pace. Si badi bene, il documento non pretende di avere valore storiografico. Non è scritto per l’esperto. È scritto per le persone comuni, e si basa su fonti al di sopra delle parti: l’ONU e Amnesty International principalmente. Queste fonti sono la sua forza.
Ve lo offro sperando che lo divulghiate il più possibile, perchè quella “narrativa” distorta sul Terrorismo in Palestina sta causando tragedie all’infinito. Dobbiamo rettificarla, assolutamente, come primo passo per la pace.
Nell’introduzione troverete maggiori dettagli.
Grazie
Paolo Barnard

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La Cina disposta a un accordo. Ma se ne riparla nel 2020

Venerdì 09 Dicembre 2011 05:00 M. Di Pierri / il Manifesto

Da martedì scorso al Conference center di Durban si è entrati in quello che definiscono l’High Level Segment: l’ultima fase delle negoziazioni. Quella di alto livello appunto, durante la quale alle equipe di negoziatori si uniscono le rappresentanze dei governi che da due giorni stanno giungendo nella città sudafricana.

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Sbornia di massa: la folla di ‘sinistra’ acclama il banchiere

Marco Santopadre, tratto da www.contropiano.org

Lunedì 14 Novembre 2011 13:42

In piazza del Quirinale si canta ‘Bella Ciao’. Il mondo alla rovescia…

In mancanza di un inno della BCE o della Goldman Sachs, in Piazza del Quirinale la folla canta ‘Bella Ciao’. La piazza freme, la folla preme sui tolleranti cordoni di Polizia. Tutti attendono lo sconfitto per ripetere l’umiliazione che toccò a Bettino Craxi all’uscita dall’Hotel Raphael. Ma il Premier uscente se ne va dalla porta laterale e l’occasione sfuma. I cartelli parlano di ‘Liberazione’, di ‘Fine di un regime’, equiparano il 12 novembre 2011 nientemeno che al 25 aprile del 1945… Nella piazza risuona il nome del nuovo premier in pectore: ‘Monti, Monti’. L’unica preoccupazione è che il satrapo messo alle corde inventi un colpo di coda, resista, non se ne vada…

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Quale uscita dalla crisi?

di Salvatore Ricciardi – 27 ottobre 2011

La “crisi” da un altro punto di vista.

Partiamo dagli slogan. Se è vero che gli slogan nella loro sintesi rappresentano il sentore, la consapevolezza e il percorso politico di un movimento.

“la crisi non l’abbiamo provocata noi”… “la crisi non la paghiamo”…

Mentre la seconda affermazione ha un senso ed esprime una volontà di lotta, la prima è profondamente sbagliata.

“La crisi non l’abbiamo provocata noi”:

ha un significato “difensivo”, “lamentoso” ed anche “giustizialista”, quasi a voler utilizzare la logica del codice penale (non l’ho commesso io, non ho colpa, non vado punito per qualcosa che non ho fatto…) , ma soprattutto è un’affermazione non vera! Questa crisi capitalistica è si il portato di contraddizioni interne al modello di accumulazione capitalistica messo però in crisi da un’offensiva della classe operaia nei decenni Sessanta e Settanta. Quindi l’abbiamo provocata noi! E ne siamo orgogliosi!!!

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Una democracia frágil, amenazada por el autoritarismo y el hambre

Guatemala  de cara a las elecciones generales del domingo 11 de septiembre

28 partidos políticos y 10 candidatos presidenciales –entre ellas 3 mujeres- disputarán el domingo 11 de septiembre la voluntad de 7 millones 300 mil guatemaltecos, sobre una población total de 14 millones de habitantes. Las encuestas preliminares anticipan la posible victoria del candidato del ultraderechista  Partido Patriota, el ex – general del ejército Otto Pérez Molina. Amenazas de autoritarismo y “mano dura” sobrevuelan  el futuro político de la más poblada de las  naciones centroamericanas. En la cual el tema de la inseguridad ciudadana ocupa un lugar central. Entre 15 y 20 personas mueren por día en todo el país por la violencia social de origen delincuencial.

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