“…sei pronto?”

Gli ultimi giorni trascorsi nella mia città sono stati particolarmente insoliti. Era come se fossi avvolto da una bolla d’apatia, che in qualche modo riusciva a proteggermi. Consapevole che dopo pochi giorni gran parte della mia vita sarebbe cambiata in non so che cosa. Inconsciamente mi chiudevo in questa illusione, stando bene attento a non farla dissolvere. Ma il momento del distacco era ormai giunto. Arrivato alla stazione, crocevia di partenze e di arrivi, lo strato che mi difendeva si faceva sempre più sottile. Il treno non aspetta, il treno non tergiversa, è come uno spillo che in un secondo fa sparire la propria bolla immaginaria. Tutto quello che prima era fermo inizia a muoversi.  Tutto pian piano si allontana. La presenza costante dei genitori, le serate con gli amici, le partite di calcio con i compagni, le abitudini che ormai facevano parte di me…e la mia Livorno. Tutto in un tempo così breve che il tuo stato d’animo non può sopportare, a meno che le lacrime non ti aiutino a liberarti dall’improvviso smarrimento.

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